L'Italia
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I distretti industriali e il successo del Made in Italy
Centinaia di siti archeologici e oltre tremila musei
Un ponte tra le culture del Mediterraneo ed il Nord
I distretti industriali e il successo del Made in Italy
Dal punto di vista economico l’Italia è stata, nel secondo dopoguerra, uno dei Paesi più dinamici del continente europeo completando il processo di trasformazione da territorio essenzialmente agricolo a grande economia industriale.
La struttura economica dell’Italia è simile alla maggior parte degli altri paesi europei più avanzati. Il settore terziario rappresenta i due terzi (pari a circa il 69%) del Prodotto interno lordo (PIL) e i suoi punti di forza sono il commercio e il turismo. Circa il 29% del reddito nazionale si deve all’industria (compreso il settore delle costruzioni) e il rimanente 2% circa deriva dalle attività agricole. I settori industriali più forti sono quello meccanico e quello dell’abbigliamento e tessile.
Una peculiarità del sistema italiano è rappresentata dal modello dei distretti industriali, radicati all’interno di un territorio ben definito e costituiti dal fitto tessuto di aziende di dimensioni medio-piccole, ognuna specializzata in una specifica fase della filiera produttiva. Grazie a questo modello l’Italia è uno dei Paesi nel quale l’iniziativa imprenditoriale è più sviluppata, e l’autonomia imprenditoriale ha consentito lo sviluppo della creatività, della ricerca del bello e del buon gusto nel prodotto finito che hanno reso famoso in tutto il mondo la produzione “made in Italy”.
L’economia italiana non è però solo piccole imprese. Numerosi sono i grandi gruppi che hanno fatto la storia industriale del Paese e che hanno contribuito al suo sviluppo. Agro-alimentare, metalmeccanico, tessile-abbigliamento, design industriale e produzione di mobili e complementi di arredo sono i settori che non solo pesano maggiormente in termini di fatturato, occupazione e numero d’imprese, ma che sostengono l’export italiano nel mondo fornendo un significativo contributo alla bilancia commerciale del nostro paese.
L’Italia è ottava nella classifica mondiale dei maggiori paesi esportatori di merci e occupa la settima posizione mondiale dei maggiori paesi importatori di merci.
Altro pilastro fondamentale dell’economia italiana è il turismo, grazie all’inestimabile patrimonio archeologico ed artistico del paese. Oltre la metà del patrimonio storico-artistico del mondo si trova in Italia, paese che conta centinaia di siti archeologici ed oltre 3000 musei diffusi su tutto il territorio nazionale. Il settore del turismo contribuisce per circa un terzo al Pil complessivo del Paese, creando oltre un milione di posti di lavoro.
Centinaia di siti archeologici e oltre tremila musei
Secondo l’UNESCO oltre la metà del patrimonio storico-artistico del mondo si trova nel nostro Paese. Sono centinaia di siti archeologici e oltre 3000 i musei diffusi su tutto il territorio.
L’Italia meridionale è ricca di vestigia della Magna Grecia, dalla Valle dei Templi ad Agrigento alla città di Selinunte in Sicilia, fino a Paestum e al fascino omerico dei Campi Flegrei, in Campania. Rilevanti sono anche le testimonianze del popolo più misterioso, gli etruschi, che hanno lasciato numerose necropoli in Lazio e Toscana come Cerveteri, Tarquinia e Volterra. Ma l’Italia archeologica è soprattutto “romana”. E se non mancano tracce della Roma repubblicana, è l’età imperiale ad aver lasciato le impronte più significative come i Fori dell’Urbe, il Colosseo, il Pantheon e i siti di Pompei ed Ercolano, le due città rimaste immutate dalla terribile eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.
Il fervore religioso – monastico del Medio Evo ha lasciato testimonianze immortali in tanti conventi ed eremi sulle tradizionali vie dei pellegrinaggi in direzione di Roma, come la via Francigena, sicuramente la più famosa. In Toscana, Giotto sarà l’iniziatore della pittura in senso moderno, esportandola in quasi tutta la Penisola: basti pensare alla Basilica di San Francesco ad Assisi o alla Cappella degli Scrovegni a Padova.
Ispiratori del Rinascimento saranno, sempre dalla Toscana, uomini come Lorenzo dei Medici, Michelangelo Buonarroti, Leonardo da Vinci, Filippo Brunelleschi, Sandro Botticelli e tanti altri, dando vita tra Quattro e Cinquecento a un movimento culturale tra i più entusiasmanti della storia dell’umanità che, prima di influenzare il mondo intero, riempirà Firenze e l’Italia di splendidi capolavori, tra cui la cupola di San Pietro e gli affreschi della Cappella Sistina a Roma. In Veneto la “rinascita” artistica è rappresentata da Palladio e dal suo numeroso insieme di ville, appendice sulla terraferma dello splendore e della ricchezza di Venezia con i suoi canali, le sue chiese ed i suoi palazzi.
Anche nel Seicento, l’Italia si conquista un posto d’onore nel mondo artistico e paradigma assoluto di questo processo è il Caravaggio, che rivoluziona il concetto di pittura, con un uso della luce “cinematografico” e con un realismo del tutto inedito. Con il barocco, Roma vive una grande stagione dominata dalla fantasia creativa di Bernini e Borromini, eterni rivali e creatori di due grandi scuole artistiche, simbolo e modello del barocco italiano, le cui testimonianze sono sparse su tutta la penisola.
Un ponte tra le culture del Mediterraneo ed il Nord
Penisola protesa nel Mediterraneo, l’Italia si estende su un territorio di 301.333 kmq ed è circondata dal Mar Ligure, dal Mar Tirreno, dal Mar Jonio e dal Mare Adriatico. Del suo territorio fanno parte numerose isole: la Sicilia e la Sardegna e molti arcipelaghi minori. L’Italia confina a ovest con la Francia, a nord con la Svizzera e l’Austria, a est con la Slovenia.
La Penisola italiana presenta una grande varietà di climi: da quello alpino a quello subcontinentale. Il Centro e il Mezzogiorno sono caratterizzati da un clima caldo in estate e da un inverno mite e fresco. Il territorio è suddiviso in venti Regioni, di cui cinque a statuto speciale: la Val d’Aosta, il Trentino-Alto Adige, il Friuli-Venezia Giulia, la Sicilia e la Sardegna.
L’Italia preromana
Le due grandi civiltà italiche pre-romane sono quella etrusca e quella greca. Entrambe compaiono all’incirca nell’ottavo secolo a.C., creando rispettivamente l’Etruria e la Magna Grecia, nell’Italia centrale e meridionale. Gli etruschi sono organizzati politicamente in città-stato lungo l’asse tosco-umbro-laziale, mentre i greci, partiti dalla Grecia storica, colonizzano l’Italia meridionale dando vita a importanti scuole filosofiche, come quelle di Parmenide e Pitagora.
L’Italia romana
La città di Roma nasce da un insediamento di pastori e agricoltori stanziati sul colle Palatino tra la fine del IX e gli inizi del VII secolo a.C. La data della tradizione è il 753 a.C. Nel periodo repubblicano Roma diventa potenza e consolida nel Mediterraneo la sua egemonia assoluta sul “Mare Nostrum”. Giulio Cesare prosegue l’opera dando vita ad un vero e proprio impero che si estende dal Vallo di Adriano, quasi al confine con la Scozia, fino alla Persia, oltre a raggiungere vaste aree dell’Africa sub-sahariana. Il periodo di massimo splendore dell’impero romano dura fino alla morte di Marco Aurelio (180 d.C.), a partire dal quale l’impero romano comincia la sua lunga decadenza, fino al 476 d.C. quando crolla schiacciato dalle invasioni barbariche.
Il Medioevo e Il Rinascimento. Nel Medioevo l’Italia è terra di conquista di tante popolazioni barbariche ma vede nel contempo la comparsa sulla scena di Carlo Magno e del suo Sacro Romano Impero. La vita culturale e artistica rifiorisce nel Rinascimento, fenomeno che coinvolge tutta l’Europa ma che prende le mosse dal primo Umanesimo fiorentino.
L’Età Moderna
Dal 1500 al1800 l’Italia è oggetto di spartizione tra potenze straniere (Francia e Spagna innanzitutto, in misura minore Austria e Inghilterra ). Il Mezzogiorno rimane a lungo sotto il dominio prima dei sovrani di Spagna, poi dei Borboni, mentre il centro del paese continua ad essere governato dai Papi. Al Nord, il Lombardo-veneto è conteso tra Francia, Spagna e Austria. Dopo l’intensa ma breve stagione rivoluzionaria e napoleonica, che dà all’Italia una bandiera e una prima amministrazione prefettizia, il Paese si presenta al Congresso di Vienna ancora diviso in stati e staterelli.
Il Risorgimento e la nascita dello Stato nazionale italiano
Contro l’organizzazione data alla Penisola dal Congresso di Vienna, che divideva l’Italia in sette stati e poneva il Nord sotto il controllo austriaco, nascono a più riprese, fino al 1848, tentativi rivoluzionari ad opera soprattutto di società segrete come la carboneria. Protagonisti indiscussi del Risorgimento sono tra gli altri, Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi e Camillo Benso di Cavour, i cui sforzi portano all’unificazione di parte della nazione italiana sotto lo scettro dei Savoia, che annetteranno al loro Regno prima l’area centro settentrionale del paese, dalla Lombardia alla Toscana, e dopo la spedizione dei Mille il Regno delle due Sicilie. Finalmente il 17 marzo 1861, dopo che la popolazione dei territori conquistati si era espressa a favore delle annessioni con plebisciti, la prima seduta del nuovo Parlamento italiano a Torino sancisce la nascita del Regno d’Italia.
Dall’unità d’Italia alla prima guerra mondiale
I partiti politici, pur dividendosi nell’azione di governo, condividevano la grande aspirazione del completamento dell’unità nazionale con Roma, ancora sotto il dominio del Papa, e il Veneto rimasto all’Austria. Quest’ultimo viene annesso al Regno d’Italia alla fine della Terza guerra d’indipendenza (nel 1866) mentre Roma entra a far parte del Regno d’Italia quattro anni più tardi, nel 1870, con la breccia di Porta Pia, che segna la fine del millenario potere temporale della Chiesa. Lo scoppio della prima guerra mondiale tra gli Imperi centrali e le potenze dell’Intesa nel 1914 rappresenta l’occasione per completare il processo di unificazione nazionale con il Trentino, la Venezia Giulia el’Istria. Nel 1915 l’Italia aderisce alla coalizione dell’Intesa contro gli Imperi centrali.
Dal fascismo alla Repubblica
Lo sforzo bellico, durato più di tre anni e costato più di seicentomila morti, porta il paese alla vittoria e al compimento dell’unità, ma anche ad una grave crisi. Tra il 1919 e il 1922 si assiste ad un periodo di forte instabilità politica, economica e sociale, che facilita l’ascesa al potere del partito fascista di Benito Mussolini, che si impone alla guida del governo con la marcia su Roma del 1922. Da questo momento, progressivamente, la vita democratica dello Stato si spegne e si instaura un regime dittatoriale. Negli anni successivi Mussolini inizia la politica di avvicinamento alla Germania nazionalsocialista che dall’Asse Roma-Berlino del 1936 culmina nell’alleanza militare (il Patto d’Acciaio del 1939) e nella partecipazione alla seconda guerra mondiale a fianco di Hitler.
Le sconfitte militari portano all’allontanamento dal governo di Mussolini, messo in minoranza nella seduta del Gran Consiglio del Fascismo del 24-25 luglio 1943 e poi arrestato per ordine di Vittorio Emanuele III. Il governo viene affidato al generale Pietro Badoglio, che sottoscrive la resa incondizionata agli alleati nel settembre successivo. Inizia così per l’Italia un tormentato periodo, segnato da una doppia occupazione, alleata a sud di Roma e tedesca a nord, e dalla costituzione, sempre nel nord-italia, della Repubblica Sociale Italiana ad opera di Mussolini. Le truppe alleate entrano a Roma nel giugno 1944 e proseguono l’avanzata verso Nord completando, insieme alle forze partigiane che lottavano contro l’occupazione tedesca, la liberazione dell’Italia il 25 aprile 1945. Con il referendum costituzionale del 2 giugno 1946, il popolo italiano decide di abolire la monarchia e introdurre la Repubblica. E’ anche la prima volta che il voto viene esteso alle donne, per il referendum e nelle precedenti elezioni amministrative.
I lavori dell’Assemblea costituente, eletta nella stessa occasione, portano alla nascita dell’attuale Costituzione entrata in vigore il 1° gennaio 1948. Le elezioni per la prima legislatura repubblicana si svolgono il 18 aprile 1948 e assegnano la maggioranza assoluta dei seggi alla Democrazia cristiana, il partito cattolico che avrebbe dominato la scena politica italiana fino alla fine della guerra fredda.
Dal dopoguerra ad oggi
Con la firma del Trattato di Parigi nel 1947 l’Italia si reinserisce nel contesto internazionale, ormai segnato dal confronto bipolare tra le due superpotenze dell’epoca, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica. Il Paese opera una sicura scelta occidentale attraverso una serie di importanti passi come l’adesione al Piano Marshall nel 1947, al Consiglio d’Europa e soprattutto all’Alleanza Atlantica nel 1949; fautrice della fratellanza tra i popoli europei ai temi di Mazzini e antesignana dell’Unione europea con Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, l’Italia è tra i paesi fondatori della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio nel 1951. Entrata nell’ONU nel 1955, l’Italia è tra i paesi più impegnati sulla strada dell’integrazione europea, che vede proprio nella Penisola le tappe fondamentali: la conferenza di Messina del 1955, quella di Venezia del 1956, fino alla storica data della firma dei Trattati di Roma del 1957, che istituiscono la Comunità economica europea e la Comunità Europea per l’Energia Atomica.
Dal ’68 ai giorni nostri
Il 1968 segna profonde trasformazioni sul piano politico e sociale in Italia, incidendo significativamente sul costume e la mentalità della popolazione. Gli anni ’70 vedono la nascita di importanti riforme istituzionali e sociali come lo Statuto dei diritti dei lavoratori, l’ordinamento amministrativo regionale, la legge sul divorzio. Gli anni ’70 sono anche il periodo buio del terrorismo rosso e nero.
Il Partito della Democrazia Cristiana, che riunisce i moderati-conservatori di centro, domina la vita politica dal dopoguerra fino al 1993: salvo rare eccezioni, la carica di Presidente del Consiglio viene ricoperta da esponenti democristiani. Nel 1992 lo scandalo di “Tangentopoli” e la conseguente inchiesta di “Mani Pulite” causano uno scossone nel mondo dei partiti. Dalla disintegrazione dell’assetto precedente, nasce il nuovo partito di “Forza Italia” che ottiene il successo alle elezioni del ’94 portando al Governo la coalizione di centro-destra. In questa fase, definita Seconda Repubblica, si affermano il principio del bipolarismo e l’alternanza al governo dei due schieramenti: dal 1996 al 2001 i governi del centro-sinistra, dal 2001 al 2006 quello del centro-destra. Dal 2006 al 2008 il governo torna nuovamente alla coalizione dei partiti di centro-sinistra; dopo le elezioni dell’aprile 2008, si insedia l’attuale governo di centro-destra guidato da Silvio Berlusconi, alla sua terza Presidenza del Consiglio dei Ministri italiano e nel 2009 per la terza volta Presidente del G8.
Fonti
Ministero degli Affari Esteri
http://www.esteri.it/MAE/IT/Benvenuti_in_Italia/Conoscere_Italia/


