Le sette vie dell'Abruzzo
Sette temi guida per raccontare e esplorare l’Abruzzo: questo l’obiettivo de “Le sette vie per l’Abruzzo”, il progetto avviato dal Dipartimento per il Turismo della Presidenza del Consiglio dei Ministri per valorizzare il territorio e per promuovere la ripresa economica della regione. Dalla via dei borghi antichi che s’inerpica nei paesini abruzzesi alla via della natura selvaggia che attraversa le aree protette e i parchi regionali, il piano valorizza la storia, la cultura e la natura di un territorio che, per molti versi, è ancora interamente da conoscere.
Presentato pochi giorni prima del Vertice G8 in una Convention ad Assergi dedicata alle risorse naturali del territorio, il progetto sarà ora divulgato da una campagna promozionale che utilizzerà soprattutto video, anche sul web. E sarà proprio la Scuola della Guardia di Finanza, sede del Summit, una delle prime aree in cui saranno diffusi i messaggi. Qui, infatti, sarà proiettato su supporti video il filmato di presentazione del progetto che racconta in 35 minuti i sette itinerari.
“Le sette vie d’Abruzzo” è un viaggio che parte dalla via del sacro e del mistero, che collega i più noti santuari regionali con i luoghi di culto spontanei, ricavati nelle grotte o negli anfratti naturali, come gli eremi montani o le cappelle pastorali. Passa poi alla via dei borghi antichi che unisce tra loro i piccoli centri abruzzesi, spesso arroccati sulle colline, di origine Medievale o anche più antichi, come suggeriscono i prefissi dei nomi: Pesco (altura fortificata), Castro (abitato fortificato), Villa (borgo agricolo), Fara (feudo) o Scerne (risaia, marcita). Accanto ai borghi, la via dei sapori crea un itinerario tra i prodotti tradizionali dell’Abruzzo come lo zafferano prodotto a Navelli, i formaggi, i salumi, l’olio extra-vergine di oliva e i vini regionali, ma anche i piatti tipici della costa a base di pesce.
Tre percorsi sono invece dedicati alla natura e ai diversi habitat di queste terre, in cui vivono anche specie rare. La via dell’acqua e del sole collega i 133 km di spiagge, al nord larghe e sabbiose, al sud strette e di scoglio, con la natura dell’entroterra, da cui parte la via delle natura selvaggia. Quest’ultima comprende i tre grandi parchi naturali regionali che interessano un terzo del territorio - il Parco d‘Abruzzo, il Parco del Gran Sasso-Laga e il Parco della Majella - con le riserve naturali, in cui si passa dall’altopiano carsico di Campo Imperatore all’unico ghiacciaio dell’Appennino, il Calderone. In questo ecosistema s’innesta la via degli animali selvaggi, tra cui ci sono specie rare e a rischio di estinzione come il lupo, l’orso bruno marsicano e il camoscio, o anche altre come l’aquila, la lince, la lontra e il grifone, recentemente reintrodotto. La via del cuore, infine, unisce in un solo percorso le sei vie che s’intersecano in Abruzzo.

