ll processo di dialogo con i Paesi emergenti
Il peso crescente delle economie emergenti sulla scena mondiale rende necessario il loro coinvolgimento nell’identificazione di soluzioni alle maggiori sfide globali, quali una crescita economica sostenibile, i cambiamenti climatici, la lotta alla povertà.
Nel corso degli anni, le Presidenze di turno del G7/G8 hanno cominciato ad invitare in maniera non strutturata alcuni Paesi emergenti a specifiche sessioni di dialogo.
Nel 2007 la Germania ha deciso di articolare questo dialogo con le cinque principali economie emergenti: Brasile, Cina, India, Messico, Sudafrica. Questo dialogo, chiamato Heiligendamm Dialogue Process (HDP), non ha obiettivi negoziali, ma pone l’accento sulla dimensione di “processo”. L’obiettivo è quello di approfondire la conoscenza reciproca e giungere ad una condivisione di pensiero su alcune aree cruciali e, idealmente, ad una azione comune.
I lavori sono organizzati attorno a quattro gruppi di lavoro i cui temi specifici sono:
1. Investimenti, inclusa la responsabilità sociale e ambientale delle imprese;
2. Innovazione, inclusi i diritti di proprietà intellettuale;
3. Energia, con particolare riferimento all’efficienza energetica;
4. Sviluppo, specialmente dell’Africa.
Questi temi vengono discussi in gruppi di lavoro che si riuniscono periodicamente.
L’HDP ha prodotto un primo rapporto intermedio (presentato al Vertice giapponese del 2008) e la presentazione di un rapporto conclusivo è prevista al Vertice G8 della Maddalena. L’Italia, in qualità di Presidente di turno sia del G8 che del processo di Heiligendamm, dovrà proporre il formato che i G8 adotteranno per proseguire il dialogo con le economie emergenti.

