Le altre opere sull'isola

Gli interventi preparatori

Il complesso residenziale nell’ex Ospedale Militare

L’Ospedale Militare nella Mariscuola

Il Pronto Soccorso dell'Ospedale Civile Paolo Merlo

Le condotte idriche, l’impianto di potabilizzazione e il depuratore

Il ponte tra la Maddalena e Caprera

 

Gli interventi preparatori

Per dare corso ai progetti previsti per il G8 è stato indispensabile prima identificare e allestire una serie di spazi in grado di ospitare le attrezzature, gli uffici e le attività insediate nelle aree dei futuri cantieri. In questa prima fase, inoltre, sono state individuate anche le strutture destinate ad accogliere il personale impegnato nei lavori e nell’organizzazione dell’evento. In accordo con la Marina Militare si è proceduto quindi a ristrutturare alcuni edifici, a costruirne altri ex novo, ad allestire strutture prefabbricate e aree di stoccaggio temporanee. Uno degli interventi più complessi ha riguardato il trasferimento della struttura sanitaria dell’Ospedale Militare Marittimo dall’edificio storico in cui sorgeva, destinato ad uso alberghiero, agli edifici della Mariscuola, la scuola sottufficiali della Marina. Per garantire continuità alle attività dell’Ospedale in attesa di completare gli interventi avviati alla Mariscuola, la struttura sanitaria è stata spostata prima nella Caserma Faravelli, poi all’interno di un ospedale da campo. La Caserma Faravelli ha ospitato anche gran parte del personale impegnato nei cantieri. Costituita da un complesso di edifici che si sviluppano intorno a un ampio cortile, la Caserma è stata sgomberata e interamente ristrutturata. Il progetto ha previsto inoltre la realizzazione di una mensa, di una cucina, di una lavanderia e di nuove camere in aggiunta a quelle già esistenti, mentre nel cortile interno sono state allestite 88 unità abitative prefabbricate con una capacità ricettiva di 352 posti letto. In tutte queste fasi, il piano delle opere ha tenuto conto del prossimo passaggio di consegne dalla Marina agli Enti locali e della probabile destinazione del complesso ad uso alberghiero. Altri interventi hanno riguardato la ristrutturazione di due edifici nella zona di Terralugiana, da cui sono stati ricavati un archivio e diversi uffici, e la ricostruzione della sede del Nucleo Sdai (Servizio Difesa Antimezzi Insidiosi) nell’area dell’ex Arsenale. Anche in questo caso, i sommozzatori del Nucleo hanno continuato a svolgere la loro attività utilizzando una struttura prefabbricata, smontata a lavori terminati. A est dell’ex Arsenale invece, nella zona Vaticano, un altro importante progetto di riqualificazione ha previsto la demolizione di vecchi fabbricati, l’ampliamento del magazzino già esistente e la realizzazione di due nuovi edifici, un deposito e un ufficio per il custode, nonché la sistemazione di tutta l’area esterna. Anche questi spazi erano destinati a ospitare mezzi e personale impegnati nell’organizzazione e nella logistica dell’evento.

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Il complesso residenziale nell’ex Ospedale Militare

Nell’area storica dell’ex Ospedale Militare Marittimo sorge oggi un grande complesso alberghiero. La sede dell’Ospedale, che ha rappresentato soprattutto nel corso del secondo conflitto mondiale un centro sanitario di notevole importanza, è stata realizzata nei primi del Novecento, diventando nel tempo parte del patrimonio architettonico e urbanistico dell’isola. Questo antico edificio, restaurato e consolidato, è stato il fulcro intorno al quale si è sviluppato l’intero progetto di riqualificazione dell’area. La facciata si presenta come era originariamente, priva dei corpi di fabbrica laterali che erano stati aggiunti per potenziare la struttura sanitaria. Gli spazi interni, che coprono una superficie di quasi tremila metri quadri, sono stati ridisegnati per rispondere alle nuove esigenze di ricettività, con locali destinati all’accoglienza al piano terra e 16 suite nei tre piani superiori. Alle spalle di questo albergo ne sorge un altro, completamente nuovo e collegato al primo. La seconda struttura, di circa 14 mila metri quadri di superficie complessiva, è costituita da una lunga parte centrale che chiude alle estremità con due corpi disposti “a corte”. La parte centrale si sviluppa su due livelli e ospita gli spazi dedicati alla ristorazione e ai servizi. Nei tre piani a corte figurano invece le camere e le suite, 85 in tutto. Da questa seconda struttura, oltre che da un ingresso esterno dedicato, si può accedere agli edifici adibiti a bar e ristorante, quest’ultimo realizzato a vetrate e integrato a una costruzione preesistente completamente restaurata. Se il primo albergo affaccia sul litorale, separato dal mare solo da un brevissimo tratto di strada, il secondo si staglia su un terreno roccioso che sale gradualmente per diversi metri. La nuova realizzazione è rivestita dello stesso granito su cui poggia, giocando a mimetizzarsi nel paesaggio e a fare da quinta scenica all’edificio storico.

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L’Ospedale Militare nella Mariscuola

La nuova sede dell’Ospedale Militare Marittimo si trova oggi all’interno della scuola per sottufficiali della Marina, la Mariscuola. In particolare, i lavori più consistenti di ristrutturazione e adeguamento hanno riguardato l’edificio chiamato “Distaccamento”. La palazzina, che si articola su cinque livelli per un totale di ottomila metri quadri, accoglie la struttura sanitaria vera e propria con gli ambulatori, i reparti di degenza, gli uffici, gli spazi ricreativi, gli alloggi per il personale, i locali per i servizi e la ristorazione. Altri interventi hanno realizzato il recupero della foresteria e la costruzione ex novo di una cappella per le funzioni religiose dove prima sorgeva un vecchio magazzino.

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Il Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile “Paolo Merlo”

Il Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile della Maddalena, che si estende su una superficie di circa 800 metri quadri, è stato oggetto di interventi di messa a norma e ampliamento e conta oggi nuove attrezzature mediche, reparti separati per le degenze maschili e femminili e un numero maggiore di posti letto.

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Le condotte idriche, l’impianto di potabilizzazione e il depuratore

L’approvvigionamento idrico è un problema comune a molte isole, specie nelle stagioni calde del periodo estivo. Nell’ambito dei progetti per il G8 sono stati realizzati diversi interventi per aumentare la disponibilità di acqua potabile alla Maddalena. L’acqua arriva sull’isola attraverso due condotte principali: la prima parte da Palau, la seconda, provienente da Cannigione, passa per Caprera e arriva a un impianto di potabilizzazione per poi essere distribuita. Gli interventi in questo settore hanno previsto il rinnovo della prima condotta con la sostituzione di gran parte delle tubazioni e il potenziamento dell’impianto idrico di Cannigione, che attraverso una rete diffusa serve anche tutta la zona dell’ex Arsenale. Come conseguenza della maggiore quantità d’acqua in entrata, anche la capacità del potabilizzatore è stata aumentata, di fatto triplicata, passando dai 60 litri ai 180 litri d’acqua al secondo. Si tratta di un’operazione importante che consente di rispondere ai fabbisogni idrici della Maddalena nella stagione estiva, quando l’isola passa dalle 12 mila presenze alle 45 mila del periodo di maggior affluenza turistica. Un altro intervento significativo ha riguardato il depuratore di Punta Vaticano. Sono stati sostituiti i componenti principali dell’impianto e alcuni tratti del collettore fognario centrale per prevenire le infiltrazioni di acqua marina nel sistema di depurazione. Poiché la vecchia condotta di scarico era vicina alla costa, si è proceduto anche a realizzare una nuova condotta sottomarina che si estende per oltre un chilometro dalla banchina ad una profondità di circa 50 metri.

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Il ponte tra la Maddalena e Caprera

Un breve tratto di mare separa la Maddalena da Caprera, l’isola che fu l’ultima dimora di Garibaldi. Il ponte tra le due isole è dalla metà di marzo al centro di lavori di ristrutturazione e ampliamento. Prima che iniziassero gli interventi, le due isole erano collegate da un ponte in acciaio di tipo “bailey”, una struttura modulare che si può montare facilmente e in tempi rapidi, in genere utilizzata per garantire la viabilità in situazioni d’emergenza. Questo ponte, che limitava il transito a un solo senso di marcia, è stato smontato per consentire lo svolgimento dei lavori ed è stato sostituito da una struttura bailey parallela che continua ad assicurare i collegamenti fino a chiusura delle opere. Il ponte definitivo poggia ora su un solido basamento in calcestruzzo, permettendo il passaggio di imbarcazioni da diporto attraverso il “Passo della Moneta”, come è chiamato il canale che separa la Maddalena da Caprera. Il nuovo ponte, che misura circa dieci metri di larghezza e cinquanta di lunghezza, garantisce il doppio senso di marcia per veicoli e pedoni.

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