Geografia, storia, cultura, turismo, economia

Come segno di attenzione per la popolazione colpita dal terremoto dello scorso 6 aprile, il Governo italiano ha proposto di spostare il Vertice G8 de La Maddalena in Abruzzo.
Nei prossimi giorni il sito verrà progressivamente aggiornato sugli ulteriori sviluppi.

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Tra vento e mare, a cavallo di Sardegna e Corsica

Sugli scogli solitari si sono fermati Nelson, Napoleone e Garibaldi

Un futuro oltre l’economia militare

 

Tra vento e mare, a cavallo di Sardegna e Corsica

Un'immagine panoramica della Maddalena L’arcipelago della Maddalena si estende di fronte alla costa nord orientale della Sardegna e comprende, senza contare i numerosi scogli e isolotti, sette isole principali divise in due gruppi: a nord est la Maddalena (che dà il nome all’arcipelago), Caprera e Santo Stefano; a nord ovest Spargi, Budelli, Razzoli e Santa Maria. A nord di queste ultime si aprono le Bocche di Bonifacio, a segnare il limite delle acque territoriali italo-francesi.

L’arcipelago ha una superficie complessiva di quasi 50 km2. La Maddalena è l’isola più grande, con una superficie di 20 km e una popolazione di 13mila abitanti. Il terreno dell’isola è poco adatto alle coltivazioni ed è per lo più ricoperto da macchia mediterranea. Le coste sono in prevalenza rocciose e caratterizzate da formazioni granitiche che nei secoli il vento e il mare hanno ridisegnato.

La lussureggiante vegetazione mediterranea, le spiagge, le baie, la roccia granitica costituiscono un territorio di rara bellezza e di grande pregio naturalistico, storico e culturale. Ne è testimonianza l’istituzione, nel 1994, di un Parco Nazionale per la salvaguardia di tutte le risorse del territorio, riconosciuto dalla Comunità Europea come un sito di particolare interesse e universalmente considerato uno dei paesaggi più suggestivi del mondo per morfologie, paesaggio vegetale, mare e biocenosi marine. Il Parco è frequentato da scienziati e naturalisti italiani e internazionali che trovano qui un ambiente naturale ideale per studiare realtà ormai scomparse altrove: specie vegetali rare tipiche del Mediterraneo, uccelli – come il rarissimo gabbiano corso – che hanno trovato qui un contesto ideale per vivere e riprodursi, una fauna marina ricca di specie ormai introvabili. 

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Sugli scogli solitari si sono fermati Nelson, Napoleone e Garibaldi

La Maddalena è stata spettatrice silenziosa di gesta memorabili. Sui suoi scogli solitari e battuti dal vento si sono fermati, Napoleone, Nelson e Giuseppe Garibaldi, la cui vita è stata indelebilmente segnata dalla lunga permanenza sull’isola di Caprera.

Uno scoglio lungo la costa dell'isola della Maddalena Le isole dell’Arcipelago erano già note in epoca romana con il nome di “Cunicularie” (dei conigli) ed erano considerate punto strategico e di appoggio per i navigatori romani che raggiungevano il nord della Sardegna e le coste galliche e iberiche.
Dopo la caduta dell’Impero Romano, l’Arcipelago – insieme alla Sardegna – vive lunghi anni di silenzio, lontano dagli avvenimenti del continente, in balia delle scorribande dei corsari saraceni e dei loro antagonisti Pisani e Genovesi, che battezzano l’arcipelago “Isole dei Carrugi”.

Le isole rimangono disabitate fino al XVI secolo, quando cominciano a insediarsi i pastori corsi, i primi abitanti stabili dell’arcipelago. Nel 1720 la Sardegna passa sotto i Savoia, ma i pastori corsi si sottraggono al dominio dello Stato sabaudo fino a quando, nel 1767, i sardo-piemontesi sbarcano alla Maddalena per assicurare definitivamente al Re di Sardegna il possesso delle “Isole Intermedie”, contese da Bonifacio e quindi da Genova. Sull’isola si stabilisce così un distaccamento militare e inizia il popolamento con famiglie sarde e corse. Di fatto, è l’inizio di un’organizzazione politico-amministrativa dell’isola: nasce la comunità isolana.

Nel 1793, durante la guerra tra la Repubblica Francese e il Regno di Sardegna, la Maddalena è teatro della prima disfatta del giovane capitano d’artiglieria Napoleone Bonaparte. Tra le milizie locali che mettono in fuga i franco-corsi, si distingue il nocchiere maddalenino Domenico Millelire, premiato con la prima medaglia d’oro della Marina militare italiana. Oltre dieci anni dopo, è l’ammiraglio Orazio Nelson ad approdare sulle coste della Maddalena, prima di iniziare il lungo inseguimento alla flotta francese che si concluderà a Cadice, al largo di capo Trafalgar, dove l’ammiraglio perderà la vita.

Con l’arrivo dell’Eroe dei due mondi, Giuseppe Garibaldi, le isole della Maddalena vivono uno dei momenti più intensi della loro storia. Garibaldi sbarca per la prima volta sull’Arcipelago nel 1849. Arrestato dopo la fuga da Roma viene mandato in esilio a Tunisi, ma il Bey si rifiuta di accoglierlo e la nave che lo trasporta, comandata dal maddalenino Domenico Millelire, riceve l’ordine di sbarcarlo alla Maddalena. Garibaldi vi rimarrà un mese, ospite delle famiglie dei maddalenini che avevano combattuto con lui in Sudamerica e in Italia, trovando in questo ambiente un’atmosfera ideale per affrontare un periodo particolarmente difficile della sua vita, segnato dalla morte di Anita e dalla caduta della Repubblica Romana. Conquistato da queste terre e dalla sua gente, nel 1855/56 Garibaldi torna alla Maddalena e si stabilisce definitivamente nell’isola di Caprera, acquistando metà dell’isola grazie a un lascito testamentario del fratello. La vecchia casa di un pastore ridotta a rudere che Garibaldi decide di restaurare viene ben presto ampliata con altre strutture: il forno, il mulino a vento, il magazzino, la stalla, e diventa ben presto il cuore di una comunità di pastori, mezzadri e amici tra i quali Garibaldi si scopre agricoltore e pescatore.

Il vero sviluppo della Maddalena inizia intorno al 1887, quando l’arcipelago viene scelto come terza grande base strategica della Marina militare italiana. La presenza militare cresce di importanza, dando vita ad una continua attività per la manutenzione delle difese, la costruzione di nuovi alloggiamenti per le truppe, l’ammodernamento degli armamenti disponibili. Con la nascita dell’Arsenale marittimo, nel 1895, l’isola si popola di personale militare e civile di straordinaria capacità tecnica, in grado di fornire a tutte le navi della flotta italiana assistenza, riparazioni, interventi di ammodernamento e ripristino di ogni parte delle navi da guerra, dall’armamento ai motori. La base navale della Maddalena opera con grande intensità fino alla fine della seconda guerra mondiale. Finita la guerra, l’isola continua la vita di sempre, legata a quella della Marina italiana e alle sue trasformazioni, ma senza raggiungere più la stessa profondità di identificazione e di destini. L’Arsenale, dopo gli anni ’70, nei quali raggiunse la massima articolazione di officine, servizi e reparti specializzati e la massima estensione – 134.600 metri quadrati di strutture ed impianti – perde progressivamente di importanza, come del resto la stessa base militare, baluardo reso inutile dall’Europa unita e dallo spostamento dei fronti più caldi verso altre zone del mondo.

Negli anni ‘70 si insedia, nello stretto tra le isole Maddalena e Santo Stefano, la base militare americana. Lo scorso gennaio, dopo 35 anni, la bandiera americana è stata ammainata e la marina militare statunitense ha lasciato l’isola. I marinai italiani sono ancora presenti nell’isola con alcune strutture e alcuni distaccamenti e attività, anche se la Maddalena non è più sede di Ammiragliato. Di fatto, con il 2008, la storia di un legame duraturo e profondo tra l’arcipelago e la Marina militare, durato per più di due secoli, si chiude, per aprire altre pagine di un futuro diverso in gran parte da scrivere.

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Un futuro oltre l’economia militare

Veduta aerea dell'ex ospedale militare Fin dal suo ingresso nel Regno Sabaudo la storia de La Maddalena è segnata da un destino di piazzaforte militare che nel corso degli anni ha disegnato il paesaggio e le abitudini dell’isola e ha rappresentato, per oltre un secolo, la sua principale risorsa economica.

Con la dismissione dell’Arsenale militare e il successivo smantellamento della base americana si apre per l’isola una nuova fase in cui è necessario ripensare non solo l’utilizzazione delle vecchie strutture, con l’obiettivo di valorizzare e riqualificare il patrimonio di architettura militare da riconsegnare alla vita degli abitanti dell’isola, ma soprattutto ricostruire un futuro non più basato su un’economia militare. Il G8 rappresenta un passaggio di fondamentale importanza in questo processo di riqualificazione e riconversione dell’economia dell’isola verso un assetto nuovo.

Una voce fondamentale nell’economia dell’isola è stata, in passato, lo sfruttamento della cava di granito di Cava Francese, famosa per la qualità del materiale. Come famose erano le opere degli scalpellini maddalenini, richieste in tutto il mondo. Leggenda narra che anche la base della Statua della Libertà di New York sia stata realizzata con il granito della Maddalena. L’attività della Cava si è conclusa nella seconda metà del ‘900.

Il mare e le coste dell’isola attirano ogni hanno migliaia di turisti, ma è soprattutto l’esperienza del Parco Marino ad offrire all’isola una nuova importante occasione di sviluppo futuro.

Punto di forza significativo dell’attrazione turistica dell’arcipelago è il Compendio Garibaldino di Caprera, il luogo dove l’Eroe dei due mondi trovò pace e serenità dopo tante battaglie e dove ebbe occasione per riflettere e preparare le grandi imprese che cambiarono la storia del nostro Paese.
Il Compendio Garibaldino è formato dalla casa, dagli edifici dove sono conservati i cimeli dell’eroe e dal cimitero in cui è sepolto Giuseppe Garibaldi. Un tempo proprietà di Garibaldi, il Compendio è stato ceduto allo Stato italiano che ne ha curato il restauro e la ristrutturazione nel 1978. E’ tra i più frequentati per numero di visite annuali.

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