E-Government per lo sviluppo: i ministri Frattini e Brunetta presentano i risultati
19/12/2008
Il piano “e-government per lo sviluppo” è l’iniziativa che il governo italiano presieduto da Silvio Berlusconi lanciò in occasione del G8 di Genova del 2001 (Genoa Action Plan for Digital Divide). L’iniziativa viene rilanciata ora, in vista del nuovo G8 a presidenza italiana in programma a luglio alla Maddalena.
Il 19 dicembre in conferenza stampa a Palazzo Chigi, sede del governo italiano, il Ministro degli Esteri Franco Frattini e il Ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta hanno presentato l’iniziativa e diffuso i risultati ottenuti finora.
Obiettivo
L’obiettivo dichiarato è ridurre il divario digitale che esiste tra i paesi più sviluppati e i paesi in via di sviluppo. Il mezzo è l’informatizzazione e allo stesso tempo l’innovazione delle amministrazioni statali e locali. Il piano consiste nel trasferimento di strumenti informatici e mezzi indispensabili a mettere on line le reti della burocrazia dei paesi in via di sviluppo che ne sono al momento quasi, o completamente sprovvisti. Tra le conseguenze virtuose, il consolidamento del processo democratico, condizione necessaria per il progresso dei paesi attualmente in difficoltà.
Risultati ottenuti e fondi da destinare
I ministri Brunetta e Frattini hanno spiegato i risultati ottenuti dal lancio dell’iniziativa nel 2001. “Sono stati realizzati, in collaborazione con organizzazioni internazionali e amministrazioni pubbliche, 26 progetti in 18 paesi tra Africa sub sahariana e maghrebina, Medio-oriente, America latina e Caraibi, finora un grande successo” ha commentato il Ministro Frattini. I fondi raccolti per queste iniziative ammontano a 28 milioni di euro, ma nel prossimo futuro in occasione del vertice della Maddalena le istituzioni coinvolte prevedono di portare l’investimento fino a 50 milioni di euro, con il coinvolgimento, spontaneo o su impulso dei governi, di sponsor privati, in modo da poter raggiungere un numero complessivo di 50 paesi.
Nasceranno dunque programmi che coinvolgeranno istituzioni, agenzie pubbliche, enti locali, soggetti privati, organizzazioni non governative e organismi internazionali.
ICT a servizio della democrazia
L’information technology sarà dunque uno strumento importante per riformare e modernizzare le istituzioni e per favorire i processi democratici, per esempio attraverso la possibilità di mettere in rete le leggi e i regolamenti degli stati o di permettere il voto elettronico e la registrazione online nelle liste elettorali.
“L’iniziativa - ha commentato infine il Ministro Brunetta - non è un semplice aiuto allo sviluppo economico ma un sostegno concreto allo sviluppo democratico. Vista poi la crisi economica incombente, i cinquanta milioni di euro auspicati sono qualcosa di concreto, che si vede”.


