Il G8 e le regole per una nuova governance globale

Il Ministro Frattini durante l'inaugurazione dell’Anno Accademico all’Università per Stranieri

04/02/2009

Riforma delle istituzioni internazionali, sviluppo dell’Africa e dei Paesi emergenti, lotta al terrorismo e ai cambiamenti climatici. Intervenendo all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università per stranieri di Perugia, il Ministro degli Esteri, Franco Frattini è tornato a ribadire le priorità della Presidenza italiana del G8, che ha come obiettivo principale quello di avvicinare maggiormente le istituzioni globali ai cittadini, concentrandosi sui problemi reali e affrontando concretamente le insicurezze create dalla globalizzazione, a partire da quelle economiche e ambientali.

La crisi finanziaria ed economica - ha spiegato Frattini - è certamente una delle priorità della Presidenza italiana, convinta della necessità di creare una nuova governance globale, attraverso la riforma delle istituzioni internazionali, e uno stretto coordinamento tra G8 e G20. La riforma della governance – ha affermato il Ministro Frattini – è un tema che si estende a coinvolgere le Nazioni Unite, ma necessita anche di una funzione più attiva e dinamica delle organizzazioni regionali. L’Italia è anzi disponibile ad ospitare un Vertice di tutte le organizzazioni regionali.

In tema di cambiamenti climatici l’Italia punta ad ampliare gli spazi di convergenza tra economie avanzate, emergenti e Paesi in via di sviluppo, con l’obiettivo di garantire il successo della Conferenza ONU di Copenhagen, che nel dicembre di quest’anno dovrà definire gli assetti globali del ‘post Kyoto’. In questo senso, il Ministro Frattini ha auspicato un’assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori dell’economia globale. Determinante sarà il contributo del Presidente americano Barack Obama, che ha indicato nella lotta ai cambiamenti climatici uno strumento di rilancio dell’economia.

Nel corso dell’anno di Presidenza italiana speciale attenzione sarà rivolta alla lotta al terrorismo e alla proliferazione nucleare, allo sviluppo dell’Africa e dei paesi economicamente meno avanzati, e alle crisi regionali, in primis Afghanistan e Medio Oriente. In occasione della riunione dei ministri degli Esteri che si terrà a giugno a Trieste, il titolare della Farnesina intende organizzare una sessione di lavoro allargata, dedicata ad Afghanistan e Pakistan, invitando tutti i Paesi che giocano un ruolo in quell’area.   

Frattini ha infine ricordato come la Presidenza italiana intenda favorire un rapporto più “strutturato” tra gli Otto Grandi e alcuni paesi fondamentali per la governance globale. Il nuovo modello messo a punto dalla diplomazia italiana è quello delle “geometrie variabili”: il tradizionale Summit degli Otto Grandi sarà rafforzato infatti da un coinvolgimento più strutturato e stabile di Brasile, Cina, India, Messico e Sud Africa, ai quali sarebbe utile aggiungere anche un Paese musulmano moderato, arabo e africano, come l’Egitto. Si costituirebbe così un gruppo di Paesi rappresentativo delle economie industrializzate ed emergenti, ma abbastanza snello per poter affrontare in maniera efficace le grandi sfide della globalizzazione. Secondo il Ministro Frattini, vista la complessità delle sfide da affrontare, in un’ottica di geometrie variabili al nucleo centrale del G8 potrà unirsi un numero limitato di altri Stati che hanno un ruolo rilevante a seconda delle tematiche da affrontare.