Proposte per un G8 più rappresentativo ed efficace
23/02/2009
Di fronte al mutato scenario internazionale occorre ripensare la natura e la struttura del G8, con l’obiettivo di renderlo più rappresentativo ed efficace. In un’intervista rilasciata al quotidiano Le Figaro, in vista dell’incontro con il Presidente francese Nicolas Sarkozy, il Premier Silvio Berlusconi ha delineato la proposta italiana per un Vertice a “geometrie variabili”, che sia inclusivo, aperto alle economie emergenti e capace di dialogare con la parte più povera del pianeta.
L’Italia vuole un G8 più forte e più concreto, e per questo propone “una più stabile e strutturata associazione al G8 dei Paesi del G5 (Cina, India, Brasile, Messico e Sud Africa) oltre all’Egitto, in rappresentanza del mondo arabo, musulmano e africano”, ha ricordato il Premier. “E’ cruciale il confronto su temi specifici con singoli gruppi di Paesi, per esempio quelli africani, secondo il
principio delle ‘geometrie variabili’. Non è questione di nomi o formule vuote – ha sottolineato Berlusconi - ma di governance internazionale, di democrazia. Non sarà facile organizzare un G8 con queste ambizioni, ma sono sicuro che ci riusciremo”.
In merito agli impegni del G8 in favore dei Paesi in via di sviluppo, Berlusconi ha spiegato che uno degli obiettivi della Presidenza italiana è quello di rafforzare la sicurezza alimentare attraverso la collaborazione strutturata tra produttori, consumatori e privati, in modo da stimolare gli investimenti e rendere più efficienti e coordinati gli aiuti. Altro progetto prioritario del G8 a guida italiana sarà il potenziamento dell’e-governance, “un modo per rafforzare le istituzioni dei Paesi più poveri e promuovere in concreto la trasparenza e la partecipazione democratica”.
Nell’intervista al quotidiano francese, il Premier ha annunciato anche che l’Italia presenterà al G8 “un piano di sostegno per l’economia della Cisgiordania”, in particolare nel settore turistico. Il piano, ha spiegato Berlusconi “prevede la realizzazione di un aeroporto internazionale capace di attrarre i tanti turisti cattolici interessati a visitare i luoghi sacri della cristianità, un piano per la costruzione di infrastrutture alberghiere da parte dei principali gruppi del settore, e un piano per la realizzazione di stabilimenti da parte dei maggiori gruppi internazionali”. “Solo così - ha spiegato il Presidente del Consiglio - si darà un incentivo efficace ai palestinesi per sedere al tavolo dei negoziati e si potrà garantire una coesistenza pacifica tra i due popoli, con i cittadini dello Stato palestinese riscattati dalla attuale situazione di povertà”.



