Il disarmo nucleare è tra le priorità della Presidenza italiana del G8

Il Sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti

03/03/2009

Il disarmo nucleare è tra le priorità della comunità internazionale e l’Italia, come Presidente di turno del G8, intende affrontare questo importante tema insieme ai suoi partner. E’ quanto ha affermato oggi il Sottosegretario agli Esteri, Vincenzo Scotti, nel suo intervento alla Conferenza sul disarmo di Ginevra.

L’Italia ha accolto con favore la recente ripresa dei colloqui tra Usa e Russia sulla riduzione delle armi nucleari e “incoraggia i due paesi a continuare su questa strada e a servire d’esempio agli altri Stati”, ha sottolineato Scotti.

Il Sottosegretario si è quindi soffermato sulle discussioni multilaterali di disarmo, ponendo l’accento su due importanti accordi, il Trattato di non proliferazione nucleare (Npt) e il Trattato per il bando dei test nucleari, firmato nel 1996 ma non ancora entrato in vigore a causa della mancata firma e ratifica da parte di alcuni Stati come Usa, Cina, Egitto, Iran, Israele e Indonesia. Scotti ha esortato tutti gli Stati che non hanno aderito o non hanno ratificato il Trattato a riesaminare la loro posizione, mostrando apprezzamento per le recenti dichiarazioni dei rappresentanti della nuova Amministrazione Usa in merito.

Tra le altre priorità dell’Italia, il Sottosegretario Scotti ha ricordato anche il bando della produzione di materiale fissile per scopi bellici e il Trattato di non proliferazione nucleare, composto dai tre pilastri del disarmo, della non proliferazione e dell’uso pacifico ell’energia nucleare; questioni che devono essere affrontate in modo equilibrato. Altrimenti, si avrà l’impressione che il trattato sia stato concluso nell’interesse delle potenze nucleari e ci sarà il rischio di un incoraggiamento alla proliferazione. 

Nel 2002 il G8 si è impegnato nel Partenariato globale contro la diffusione delle armi di distruzione di massa, con un impegno finanziario di 20 miliardi di dollari in 10 anni. L’Italia si è impegnata in totale per un miliardo di euro e ha avviato in Russia un progetto da 360 milioni nel settore nucleare mentre un altro progetto di pari importo per il settore chimico è in attesa di ratifica.