Il Sottosegretario Scotti: il clima è una questione cruciale dell’agenda internazionale

La sala conferenze della Farnesina

21/04/2009

La Presidenza italiana del G8 rappresenta una grande occasione per catalizzare un possibile consenso in vista della Conferenza Onu di Copenhagen sul clima, soprattutto perché la lotta ai cambiamenti climatici è ormai una “questione cruciale dell’agenda internazionale”. Ne è convinto il Sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti che ha aperto alla Farnesina la Conferenza Internazionale ‘Cambiamenti climatici e Mobilità umana in Africa. Dialogo per una cooperazione strategica italo - africana’.

Dopo il Protocollo di Kyoto - ha ricordato Scotti - l’attenzione si è spostata sul negoziato per l’accordo sulla riduzione delle emissioni post 2012, che dovrebbe essere finalizzato con la Conferenza dell’Onu di Copenhagen a fine anno. In questo senso, il 2009 potrebbe segnare davvero un momento di svolta in termini di impegno della comunità internazionale sulle materie ambientali anche grazie alla posizione assunta da Obama e alle aperture di alcuni importanti Paesi emergenti come la Cina, ha sottolineato il Sottosegretario.

Durante il Vertice della Maddalena si terrà infatti la prima riunione a livello di Capi di Stato e di Governo del Major Economies Forum (MEF), un formato a 17 Paesi dedicato alle tematiche del clima e dell’energia, che riunisce le maggiori economie mondiali, sviluppate ed emergenti, responsabili nel complesso per circa l’80% delle emissioni di gas serra globali.

Secondo Scotti in questo contesto diventa sempre più importante approfondire le problematiche legate al cambiamento climatico, come l’influenza del riscaldamento dell’atmosfera sulle migrazioni e la mobilità umana. Il caso dell’Africa è forse il più emblematico, sia perché è il continente che più di altri sta subendo un incremento della temperatura,sia perché la stragrande maggioranza della popolazione dipende dall’agricoltura, attività che più delle altre soffre il mutamento climatico. I cambiamenti climatici spingono così le popolazioni più vulnerabili a spostarsi in cerca di condizioni ambientali meno ostili, aumentando i flussi migratori non solo verso l’Europa ma anche all’interno dello stesso continente africano. 

Per affrontare queste problematiche - ha sottolineato il Sottosegretario - è importante per i paesi occidentali uscire dall’approccio assistenzialista e favorire una responsabilizzazione maggiore dei governi africani. Occorre quindi un approccio moderno verso l’immigrazione, una sorta di “partenariato della mobilità” tra tutti i soggetti coinvolti che consenta di regolare e orientare i flussi migratori senza imporre decisioni unilaterali agli Stati Africani, ma adottando scelte condivise. Un Paese come l’Italia - ha concluso Scotti - ha bisogno di immigrati e si farà quindi portatore, anche in ambito G8, di politiche condivise di gestione dei flussi migratori, nel rispetto della legalità e quindi delle condizioni di vita dei lavoratori immigrati.