Seconda giornata del G8 Ambiente: clima e biodiversità
23/04/2009
Dopo la sessione inaugurale sulle tecnologie a basse emissioni nocive, i temi della biodiversità e dei cambiamenti climatici sono stati al centro della seconda giornata dei lavori del G8 Ambiente di Siracusa.
“Accoppiare mutamento climatico e biodiversità, come fa questo G8 Ambiente”, ha sottolineato nel suo intervento il responsabile dipartimento internazionale di Legambiente Maurizio Gubbiotti, “è un importante segnale della consapevolezza di come proprio la qualità della biodiversità presente in un territorio dia la misura dell’uso equilibrato delle risorse ambientali”.
“Tra il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità”, ha aggiunto Gubbiotti, “il nesso è strettissimo e servono urgenti interventi mirati sul primo fronte per evitare drammatiche conseguenze sul secondo”.
Proprio riguardo al secondo fronte, quello della biodiversità, si denuncia però la mancanza di sufficiente informazione e coinvolgimento dell’opinione pubblica. Secondo i dati diffusi nel corso dei lavori, soltanto il 13% degli italiani dichiara di saperne qualcosa, mentre ogni anno, solo nel nostro Paese, 240.000 ettari di suolo vengono sottratti alla natura.
Tra gli obiettivi dichiarati del vertice c’è la Carta di Siracusa, una dichiarazione politica che rinnova l’impegno internazionale a frenare la perdita della diversità biologica. Una proposta giudicata favorevolmente da tutte le organizzazioni ambientaliste, che però chiedono impegni “precisi, concreti e misurabili”.
Per il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, che di questo Summit presiede i lavori, “cercare di disinquinare aree che possono compromettere la salute dei cittadini è un dovere degli Stati e dei governi”, i quali si devono impegnare a favore di una riconversione tecnologica “necessaria non soltanto per migliorare l’ambiente”, ma anche per rilanciare l’industria e la competitività.
Il ministro, insieme al collega sudafricano Marthinus Van Schalkwyk, ha anche dato notizia dell’accordo quadro firmato tra Italia e Sudafrica nell’ambito del G8 Ambiente. “L'accordo”, ha spiegato la Prestigiacomo, prevede una cooperazione “in termini di progetti di efficienza energetica e riduzione di Co2”.
“Questo G8”, secondo il ministro danese per il clima e l’energia Connie Hedegaard, “è un passo avanti rispetto ai precedenti incontri”. Hedegaard ha parlato della necessità di “guardare a tre grandi sfide: quella climatica, quella energetica e quella economica”, sottolineando il bisogno di guardarle “con lo stesso sguardo, in quanto risolvere una di queste crisi contribuisce a risolvere le altre due”. Rispondendo alle domande dei giornalisti a margine dell’incontro Hedegaard ha elogiato la nuova attenzione internazionale per i temi ambientali, riferendosi anche ai segnali che arrivano dagli Stati Uniti.
Proprio per gli Usa gli obiettivi sono “energia pulita ed efficienza energetica”. “Obama e il suo staff sono concordi nel ritenere che possiamo raggiungere questi obiettivi e affrontare le sfide”, come ha dichiarato Lisa Jackson, responsabile dell’Agenzia americana per la protezione dell’Ambiente durante la conferenza stampa, aggiungendo che “tutti dovranno fare la loro parte”.


