Il 'Civil' G8 chiede una nuova governance globale
Un modello di sviluppo basato su una nuova architettura economico-finanziaria e una maggiore consapevolezza delle responsabilità sia verso l'ambiente che verso i diritti fondamentali di tutte le persone. E’ quanto chiede il 'Civil G8', il Summit dell’associativismo che ha chiuso oggi a Roma i lavori, durati due giorni, nel corso dei quali si sono confrontati circa 260 delegati, provenienti da oltre 40 paesi del mondo, in rappresentanza di 100 milioni di persone.
L’incontro, organizzato dal Comune di Roma d’intesa con Palazzo Chigi e in collaborazione con il Ministero degli Esteri e la Coalizione Italiana contro la Povertà (GCAP), è terminato con la messa a punto di un documento finale consegnato agli Sherpa degli Otto Grandi in vista del Vertice dell’Aquila. Con richieste su cinque diversi filoni: beni comuni, cambiamenti climatici, sovranità alimentare, governance globale e lavoro. Ma soprattutto con l’appello ad una ‘’nuova governance’’ i cui percorsi decisionali vedano co-protagonisti i Paesi in via di Sviluppo e le rappresentanze di società civile del Nord e del Sud del mondo.
Il Vertice di luglio, ha assicurato intervenendo all’incontro l’Ambasciatore Giampiero Massolo – Sherpa per l’Italia - sarà caratterizzato dall’inclusività, oltre che dalla ''responsabilità'' e dalla ''sostenibilità'' : gli Otto Grandi si confronteranno con le economie emergenti ed i Paesi meno sviluppati per trovare soluzioni condivise ai problemi sul tappeto e ''ampliare le aree di consenso globale''. Massolo ha spiegato che si stanno studiando le modalità per una partecipazione della società civile al Vertice dell’Aquila. Con la società civile il dialogo ‘’continua’’ – ha aggiunto - e il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, sta esaminando il coinvolgimento già alla ministeriale Sviluppo dell’11 e 12 giugno a Roma.
Massolo ha sottolineato l'importante contributo che le Ong possono fornire ai lavori del Vertice e ha salutato con favore la consuetudine che si è instaurata di un ''fruttuoso'' confronto. Anche alla luce – ha osservato – dell’attuale situazione, caratterizzata dalle numerose crisi che sono sorte nel mondo, dallo ''tsunami economico-finanziario'' fino ai recenti rischi di pandemia per la nuova influenza.
Alcuni dei temi in cima all'agenda dei lavori dell'Aquila - dalla crisi ai problemi dei Paesi meno sviluppati, dalla lotta ai cambiamenti climatici alla vigilia della conferenza di Copenaghen fino ai dossier sulla sicurezza alimentare e sulla salute globale – non potranno essere affrontati se non allargando le discussioni ai rappresentanti dei Paesi direttamente interessati: non a caso, ha ribadito l'Ambasciatore, nell'agenda dei lavori del summit ci sarà anche un forum delle economie emergenti, co-presieduto dal presidente Usa Barak Obama e dal Premier Silvio Berlusconi, presidente di turno del G8.
Soffermandosi sui format delle riunioni, Massolo ha poi ribadito che che il G8 ed il G20 non sono affatto ''in competizione tra loro'': ''I leader del G20 nei loro meeting - ha spiegato - si incontrano per risolvere emergenze contingenti, mentre i Summit del G8 conservano un approccio più strutturale in direzione di una governance globale. A volte le cose si sovrappongono, ma non c'è mai concorrenza".
Con il contributo ANSA.


