I risultati della consultazione online sul G8

Un utente davanti al pc

10/08/2009

La società civile dovrebbe essere maggiormente coinvolta nel Vertice G8, anche per valutare i risultati dei lavori del Summit. Ma sono gli Otto Grandi a essere titolati a svolgere un ruolo di guida per la comunità internazionale. E’questo uno dei principali dati emersi dalla prima consultazione pubblica online sul Vertice G8. “Dite la vostra sul G8” è partita l’8 luglio, primo giorno del Vertice dell’Aquila, ed è rimasta aperta fino al 25 luglio.

A un mese dall'evento, sono disponibili i risultati analitici della consultazione, che aggiungono ulteriori dettagli a quanto anticipato nelle scorse settimane.

Hanno partecipato soprattutto uomini (circa il 70%), di nazionalità italiana (più del 73%) e di tutte le età. In controtendenza con l’andamento dei visitatori del sito G8, consultato in prevalenza da utenti stranieri.

Chi ha partecipato alla consultazione – mille visitatori sui 160mila complessivi dall’8 al 25 luglio, di cui 112mila nei soli tre giorni del Vertice non esprime una quota rappresentativa della popolazione italiana né per sesso (i maschi residenti in Italia equivalgono numericamente alle femmine) né per età (i 35-39enni e gli ultra64enni sono meno rappresentati rispetto alla situazione italiana).

In generale, emerge un’opinione positiva sul Vertice G8 dell’Aquila, visto come un’opportunità di migliorare la visibilità del nostro Paese nel mondo, ma anche come un’occasione di sviluppo per il territorio abruzzese. Così come è stata condivisa dai partecipanti la scelta di trasferire la sede del Summit dalla Maddalena all’Aquila.

L’80% di chi ha partecipato alla consultazione ha seguito con interesse il Summit 2009 ed è convinto che i leader del G8 possano assumere un ruolo di guida a livello internazionale. Il 70% ritiene che i Paesi del G8 abbiano l’autorità morale per discutere delle questioni globali, mentre i partecipanti non si schierano sull’adeguatezza del Vertice a trattare questi temi e sulla necessità di trovare nuovi strumenti politici.

Se si analizzano età e nazionalità dei partecipanti, si nota come l’interesse per un evento come il G8 aumenti con il crescere dell’età. Più critica la posizione dei giovani, soprattutto nel ritenere il G8 un forum adatto ad affrontare i temi globali e nel riconoscere agli Otto Grandi un’autorità morale. C’è invece un sostanziale accordo tra più e meno giovani sull’esigenza di un maggior coinvolgimento della società civile.

Il 70% dei cittadini vede l’anno di Presidenza italiana del G8 un’opportunità per migliorare la visibilità dell’Italia nel mondo e un’occasione di riqualificazione per l’Abruzzo. Il 60% ritiene che il Vertice non comporti grandi disagi alla popolazione o problemi di ordine pubblico.

Quanto alle risorse e ai costi destinati al Summit, i partecipanti si dividono equamente tra chi li ritiene adeguati e chi invece è convinto che vadano ridimensionati. I più critici sottolineano in particolare la necessità di ridurre il numero dei delegati che partecipano al Summit e considerano le riunioni annuali uno spreco da eliminare e sostituire con sistemi come la videoconferenza. Sono soprattutto i più giovani e le donne a schierarsi per la riduzione dei costi. 

Sul tema di un possibile allargamento del Vertice, secondo il 41% i Paesi del G8 dovrebbero condividere le loro responsabilità con i Paesi delG5 (Brasile, Cina, India, Messico, Sudafrica). Il 34% si dice invece favorevole a una condivisione con le Nazioni Unite e i Paesi in via di sviluppo. Solo un partecipante su cinque pensa che le responsabilità vadano condivise con l’Unione Europea.

Nel periodo della consultazione le visite al sito sono state oltre 210mila (106mila dall’Italia e 107mila dall’estero).

 

Documenti allegati:

- L'analisi completa dei dati