Conclusa la Conferenza Internazionale sulla Violenza contro le Donne

Il Ministro Mara Carfagna con il Premio Nobel Rita Levi Montalcini

Con la lettura del documento finale della Presidenza italiana , che sarà sottoposto all’attenzione dei Ministri degli Esteri che si riuniranno a fine mese a New York a margine dell'Assemblea generale dell'Onu, si è conclusa la Conferenza Internazionale sulla Violenza contro le Donne. A darne lettura, al termine del secondo giorno di lavori, è stata la titolare del Dicastero per le Pari opportunità, il Ministro Mara Carfagna. “E’ giunto il momento – recita il documento in uno dei passaggi chiave – per una nuova epoca di cooperazione internazionale e di una grande alleanza tra tutti i governi e la società civile, per affrontare la sfida comune di porre fine a ogni forma di violenza contro le donne”.

La dichiarazione definisce ogni atto di violenza contro donne e bambine come nient’altro che “un crimine” che ne impedisce il godimento dei diritti e delle libertà fondamentali, oltre che la possibilità di costruirsi una vita libera da condizionamenti e minacce. Dall’appuntamento della Farnesina giunge dunque una condanna senza appello del fenomeno, in tutte le sue forme. A questo proposito, dalla Conferenza di Roma arriva anche il richiamo a un maggior coinvolgimento del sesso maschile nella lotta contro la violenza alle donne: “Il ruolo degli uomini – si legge a questo proposito – è essenziale”. Nella conferenza stampa seguita all’approvazione del documento, il Ministro Carfagna, insieme alla Vice Segretario Generale delle Nazioni Unite Asha Rose Migiro, ha parlato dell’importanza di coinvolgere “ gli uomini delle istituzioni, quelli che hanno la responsabilità dei destini delle persone”, ma anche e in particolare i giovani, coinvolgendoli in un ampio dibattito come “investimento per il futuro”.

Un futuro in cui il ruolo della donna dovrà trovare sempre più spazio e riconoscimento. La dichiarazione approvata, infatti, definisce le donne come “agenti di pace” e sollecita iniziative e interventi a tutto campo per favorirne la valorizzazione, anche in virtù del loro ruolo di protagoniste essenziali per lo “sviluppo e la promozione della democrazia”. In questo senso, un punto importante del documento riguarda la necessità di mettere in campo adeguate risorse, invitando i Paesi del G8 a considerare il tema della questione femminile trasversale a tutti i finanziamenti stabiliti durante il Summit dell’Aquila dello scorso luglio.

Resta l’impegno specifico della Presidenza italiana del G8  a proseguire nel cammino avviato con questa iniziativa. “Confidiamo - conclude il testo - nella prossima Presidenza canadese affinché raccolga il testimone che questa conferenza le affida”, con l'auspicio, quindi, che l’ appuntamento avviato a Roma diventi un’annuale scadenza di lavoro per gli Otto Grandi.

I documenti:

Documento finale - Conclusioni della Presidenza