L’Evoluzione del G8 Africa dal 2002 al 2008

Un uomo con il figlio lungo la riva di un fiume

2002: Vertice canadese

2003: Vertice francese

2004: Vertice statunitense

2005: Vertice inglese

2006: Vertice russo

2007: Vertice tedesco

2008: Vertice giapponese


A partire dalla Dichiarazione di Genova del 2001 è nata quindi una nuova partnership tra l’Africa e i Paesi del G8 con l’obiettivo di appoggiare gli sforzi africani volti ad affrontare questioni fondamentali per lo sviluppo del continente. L'impulso avviato dalla Presidenza italiana a costruire un legame forte e duraturo con il continente africano è proseguito nel corso di tutti i successivi Vertici G8. 

 

2002: Vertice canadese

In occasione del Summit di Kananaskis viene approvato il Piano di Azione G8 per l’Africa con l’impegno di valutare i progressi compiuti nell’attuazione degli impegni assunti l’anno precedente. In particolare le Dichiarazioni finali del G8 affidano al Piano la missione di sostenere quei Paesi africani impegnati a favore della riduzione della povertà, della good governance e delle riforme economiche nel caso in cui non riescano, per mancanza di finanziamenti, a raggiungere gli Obiettivi del Millennio.

Torna su

 

2003: Vertice francese

Il Summit di Evian adotta il Primo Progress Report che fa il punto sugli sviluppi degli impegni presi dal G8 e contenuti nel Piano di Azione, un documento redatto dai Rappresentanti Personali per l’Africa su base biennale.
Viene inoltre istituito il Forum per il Partenariato con l’Africa (APF) alfine di allargare il dialogo tra G8 e NEPAD, includendo i principali partner dello sviluppo. La sua missione è di rafforzare gli sforzi del Partenariato a favore dello sviluppo dell’Africa. Il Forum è ormai diventato una tribuna di primo piano dove le problematiche incontrate, le strategie in atto e le priorità definite a sostegno dello sviluppo del continente vengono esaminate e fatte oggetto di un follow-up al più alto livello. I suoi membri - l’Africa, i paesi G8, l’OCSE e gli altri partner - lavorano a livello paritario assicurando sinergie e coerenza anche con gli altri forum internazionali.  Si riunisce due volte all’anno (in primavera ed autunno) ed è co-presieduto in alternanza sia dai rappresentanti dell’Unione Africana e del NEPAD, sia dai Paesi membri dell’OCSE e del G8.  
Sono anche approvati il Piano di Azione per rafforzare le capacità africane nel condurre operazioni di sostegno alla pace e il Piano per l’Acqua in collaborazione con l’iniziativa della Banca Africana di Sviluppo (AfDB). 

Torna su

 

2004: Vertice statunitense

Al Summit di Sea Island i Capi di Stato e di Governo dei paesi G8 decidono di lanciare il Piano di Azione on Expanding Global Capacity for Peace Support Operations e di adottare il Piano di Azione Applying the Power of Entrepreneurship to Eradicate Poverty. Viene istituito il Global HIV Vaccine Enterprise per accelerare lo sviluppo di un vaccino contro l’HIV/AIDS e annunciato l’impegno a fare tutto il possibile per sradicare la poliomelite entro il 2015, a lanciare una nuova iniziativa finalizzata ad accrescere la produttività agricola, a promuovere lo sviluppo rurale e a favorire la trasparenza e combattere la corruzione. 

Torna su

 

2005: Vertice inglese

Nel 2005 la Presidenza britannica del G8 vuole che il Vertice di Gleneagles, tenutosi a dieci anni dalla data del raggiungimento degli Obiettivi del Millennio prevista per il 2015, riesca ad imprimere una svolta nella soluzione dei problemi che affliggono il continente africano. Le principali iniziative realizzate a questo scopo sono: la presentazione del Secondo Rapporto di attuazione del Piano di Azione G8 e il Primo Rapporto della Commissione Africa, la cancellazione del debito multilaterale e l’attuazione degli impegni del 2002 di Monterrey, in Messico, per raddoppiare l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) e la creazione di un Consorzio Internazionale per le Infrastrutture (ICA)

Torna su

 

2006: Vertice russo

Durante il Summit di San Pietroburgo la crisi in corso in Medio - oriente oscura di fatto il tema dello sviluppo del sud del mondo portando ad un’evidente assenza di impegno nei confronti dell’Africa.  I Paesi G8 ribadiscono la necessità di allargare l’istruzione a livello globale, specialmente nel Sud del mondo; l’esigenza di un impegno concreto nello sradicamento delle malattie infettive, a partire dall’HIV/AIDS; l’auspicio ad investire in forme energetiche che consentano uno sviluppo sostenibile; la necessità che i propri negoziatori entro un mese debbano giungere ad un accordo sui negoziati del Doha Round, che immobilizzano l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) da oltre quattro anni.

Torna su

 

2007: Vertice tedesco

Nel 2007 l’Africa è stato uno dei temi principali del Summit di Heiligendamm. Le discussioni si concentrano su la contribuzione del G8 alla realizzazione degli Obiettivi del Millennio per lo sviluppo dell’Africa, soprattutto negli ambiti di pace e sicurezza, investimento sostenibile, good governance, miglioramento dei sistemi sanitari e lotta contro l’HIV/AIDS, tubercolosi e malaria. Si inaugura il dialogo con le principali economie emergenti: Brasile, Cina, India, Messico, Sudafrica chiamato Heiligendamm Dialogue Process (HDP), con l’obiettivo di approfondire la conoscenza reciproca e giungere ad una condivisione di pensiero su alcune aree cruciali e, idealmente, ad un’azione comune. 

Torna su

 

2008: Vertice giapponese

Il Giappone ha deciso di dedicare all’Africa un posto centrale nell’agenda del G8.  La Presidenza giapponese ha infatti inteso promuovere gli sforzi della comunità internazionale per il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio, specialmente per quelli relativi all’acqua, all’educazione e alla sanità. Inoltre viene adottato il IV Rapporto di Attuazione del Piano di Azione G8 per l’Africa.

Torna su